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ULTIME EDIZIONI OSSERVATORIO SUL NORDEST |
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Scende la fiducia in papa Leone XIV (1 aprile 2026)
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Ai giovani serve impegno per fare carriera (18 marzo 2026)
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Cosa resta delle Olimpiadi di Milano Cortina (11 marzo 2026)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULLA SOCIETÀ VICENTINA |
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X Rapporto Demos & Pi per Associazione Industriali Provincia di Vicenza (21 luglio 2011 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI RAPPORTO SULL'ALTO VICENTINO |
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Rapporto 2005 (giugno 2005 - file pdf)
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Rapporto 2004 (gennaio 2004 - file pdf)
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Rapporto 2002 (giugno 2002 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI IL CIVISMO NEL NORDEST |
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Rapporto 2007 (gennaio 2007 - file pdf)
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Rapporto 2005 (gennaio 2005 - file pdf)
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ULTIME EDIZIONI ALTRE RICERCHE |
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A causa della crisi troppi non si curano (25 marzo 2026)
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Regionali 2015 - le stime di voto per il Veneto (15 maggio 2015)
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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LAVORO: PER I GIOVANI IL FUTURO È ALL'ESTERO
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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PER 3 GIOVANI SU 4 L'ESTERO È MEGLIO PER LAVORARE [di Natascia Porcellato]
“Per i giovani di oggi che vogliono fare carriera l’unica speranza è andare all’estero”? Guardando alle analisi di Demos per Il Gazzettino, il tema sembra particolarmente divisivo per l’opinione pubblica dell’area. Oggi, infatti, è il 50% degli intervistati a condividere l’opinione proposta, ma guardando alla serie storica di cui dispone l’Osservatorio sul Nord Est possiamo vedere come questo orientamento sia cambiato nel corso degli ultimi 17 anni. Nel 2008, l’adesione all’idea che per i giovani desiderosi di fare carriera sia necessario emigrare in un Paese straniero si attestava al 40%, ma già tre anni più tardi la percentuale sfiorava la maggioranza assoluta (49%). Questa soglia sarà (ampiamente, 59%) superata nel 2013, e, in misura ancora più evidente, nel 2015, quando la condivisione arriva alla cifra record del 63%. Per contestualizzare meglio questi valori, vale la pena richiamare il periodo storico che stava attraversando l’Italia, alle prese con gli effetti della crisi economico-finanziaria mondiale innescata dal crollo di Lehman Brothers. Tra crisi del debito sovrano e spread sopra quota 500; le dimissioni di Silvio Berlusconi e la chiamata di Mario Monti a presiedere un Governo tecnico; il tessuto imprenditoriale in crisi e il movimento dei forconi; la disoccupazione e la sfiducia diffusa che faceva soffiare forte il vento dell’antipolitica e del populismo: è in queste condizioni, tra le più complicate della storia della Repubblica, che si basava la larghissima adesione all’idea che i giovani dovessero andarsene per avere un futuro. Tra il 2017 e il 2021, però, i valori sembrano raffreddarsi, assestandosi tra il 50 e il 54%, ma nel 2024 una nuova fiammata spinge l’adesione in alto, più vicina ai suoi primati (59%). Il valore odierno (50%), tuttavia, fa pensare che sia almeno in parte rientrata l’urgenza che si era manifestata solo un anno fa.
Andiamo però a vedere come si caratterizzano dal punto di vista sociale questi orientamenti: in quali settori si fa più ampia l’idea che i giovani debbano andare all’estero per fare carriera? Proprio tra i giovani, innanzitutto. L’adesione a questa opinione, infatti, raggiunge il 79% tra gli under-25 e il 61% tra coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni, ma si mantiene ampiamente superiore alla media dell’area anche tra le persone di età centrale (35-44 anni, 64%) e tra quanti hanno tra i 45 e i 54 anni (59%). La condivisione, infatti, tende a scendere solo tra adulti (38%) e anziani (28%).
Guardando al livello di istruzione, poi, possiamo osservare ulteriori indicazioni interessanti. L’idea che i giovani italiani oggi debbano cercare fortuna altrove si attesta al 42% tra chi ha conseguito la licenza media, mentre sale al 60% tra chi è in possesso di un diploma o una laurea.
Infine, consideriamo il fattore socioprofessionale. L’idea che per i giovani l’unica speranza di avere una progressione di carriera sia andarsene dall’Italia sembra particolarmente popolare tra studenti (61%) e operai (60%), impiegati e tecnici (62%), insieme a liberi professionisti (57%) e disoccupati (54%). Minore condivisione, invece, sembra provenire da pensionati (28%), casalinghe (46%) e imprenditori (42%).
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 3 e il 5 settembre 2025 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.077 persone (rifiuti: 3.705; sostituzioni: 20.312), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,1% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Beatrice Bartoli e Francesco Tomaselli hanno svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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