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Il Veneto e la lega (9 marzo 2015)
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OSSERVATORIO SUL NORD EST - LA GIORNATA MONDIALE DELLE DONNE
Svolto su incarico de Il Gazzettino, che ne ospita anche la pubblicazione settimanale, rileva gli atteggiamenti politici e culturali di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della provincia di Trento. |
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LA GIORNATA DELLE DONNE? È NECESSARIA PER 7 SU 10 [di Natascia Porcellato]
C’è un giorno all’anno in cui il Nord Est si riempie di giallo. La mimosa passa di mano in mano, profuma uffici e cucine, compare in post e messaggi. Ma, sotto quei rametti leggeri e delicati, si intravede qualcosa di molto più complesso: è, suo malgrado, il simbolo più visibile dell’otto marzo. Ma quanto è essenziale oggi questa ricorrenza? Secondo i dati analizzati da Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, sette intervistati su dieci la considerano molto (40%) o abbastanza (30%) necessaria. Questa larga maggioranza è del tutto trasversale ai settori sociali, ma appare piuttosto curioso come questa convinzione tenda a crescere più tra gli uomini (77%) che tra le donne (62%).
La differenza appare sottile, ma possiamo coglierla in maniera più precisa guardando alle diverse concezioni dell’otto marzo che ha l’opinione pubblica dell’area. In generale, il 38% dei nordestini la ritiene una ricorrenza importante per riflettere sui diritti delle donne, mentre per il 27% è preponderante la parte di ricordo delle lotte femminili del passato. Una quota tutt’altro che trascurabile, tuttavia, la vede come una festa meramente commerciale (23%), e a questa componente più “cinica” possiamo affiancare anche l’11% che la ritiene una ricorrenza ormai sostanzialmente retorica. In quali espressioni si distinguono maggiormente uomini e donne? Tra gli uomini appare più presente l’idea che l’otto marzo sia un importante momento di riflessione sui diritti delle donne (44%); tra le donne, invece, questa dimensione appare meno evidente (32%), mentre tende a farsi più consistente quella legata alla dimensione consumistica (28%). In sintesi, dunque, gli uomini sembrano vedere nell’otto marzo soprattutto un’occasione di riflessione, una data che serve e che va marcata. Le donne, pur riconoscendone l’importanza, mostrano un maggiore distacco unito al dubbio rispetto alla dimensione rituale o commerciale che si è fatta strada nel corso del tempo.
Tutto questo sembra riflettersi anche sul simbolo per eccellenza della Festa della Donna: la mimosa. Tra gli uomini, il 59% dichiara che gli fa piacere regalare la mimosa, mentre per l’11% appare più un gesto frutto di una convenzione sociale che un vero slancio personale. Il 30%, invece, non la regala affatto. Sul fronte maschile, insomma, prevale l’idea che donare un mazzo di mimose sia un modo legittimo ed eloquente di segnare la ricorrenza. Dall’altra parte, però, il quadro cambia leggermente tono. Al 53% delle donne fa piacere ricevere in dono la mimosa l’otto marzo; un robusto 44%, però, ammette di non gradirla, pur accettandola, mentre a opporre un fermo rifiuto al mazzo giallo è il 3%. Per le donne, dunque, non è un rigetto pieno e totale, ma neanche un dono accolto da entusiasmo travolgente o apprezzato in maniera unanime.
In tutto questo, la mimosa resta lì, leggera e visibile, dorata e delicata, quasi impassibile nel ricordare che dietro un gesto semplice può nascondersi un confronto molto più grande. E, forse, il suo senso, domenica prossima come in tutte le ricorrenze dell’otto marzo, è proprio lì: non chiudere il discorso, ma aprirlo. Perché è proprio finché continua a generare discussioni che conserva ancora un significato.
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NOTA INFORMATIVA
L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e il 9 gennaio 2026 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI, CAMI, CAWI da Demetra. Il campione, di 1.002 persone (rifiuti: 4.214; sostituzioni: 18.739), è statisticamente rappresentativo della popolazione con 18 anni e più residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per provincia (distinguendo tra comuni capoluogo e non), sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3,02% con CAWI) ed è stato ponderato, oltre che per le variabili di campionamento, in base al titolo di studio. I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. I dati sono arrotondati all’unità e questo può portare ad avere un totale diverso da 100. I dati fino a febbraio 2019 fanno riferimento ad una popolazione di 15 anni e più. Natascia Porcellato, con la collaborazione di Ludovico Gardani, ha curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Marco Fornea ha svolto la supervisione della rilevazione effettuata da Demetra. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti.
Documento completo su www.agcom.it
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